 |


|
Dobrota
la
località più popolata del Comune di Cattaro. Si estende
lungo 7 chilometri, da Cattaro, con cui confina a sud, fino
al fiume Ljuta che rappresenta il confine settentrionale del
territorio urbano di Cattaro. Il suo nome appare per la
prima volta nel 1260, nei documenti conservati nell’archivio
di Cattaro, come Dabrathum, e poi Dobrotha,
come viene chiamata oggigiorno. L’insediamento è sorto con
l’arrivo delle tribù che si sono spostate dai circostanti
altipiani verso la zona costiera, insediandosi nei punti
dove sono sorte in seguito le chiese che troviamo oggi.
Tra i monumenti culturali presenti sul territorio, oltre ai
toponimi di origine Illira ed alcuni resti dell’epoca
romana, bisogna menzionare la chiesa di S. Ilija, del XII
sec., che si trova nei pressi dell’edificio che ospita
l’Istituto di Biologia Marina.
A Dobrota troviamo anche la chiesa di S. Mateo, eretta
nell’anno 1670, sui resti di un’altra chiesa dell’epoca
medioevale. Questa chiesa è stata costruita in stile
barocco. Al suo interno troviamo dei bellissimi altari in
marmo e il celebre dipinto “Madonna con bambino”, opera di
Giovanni Bellini.
La chiesa di S. Eustachio è stata costruita nel 1773, al
posto di un’altra chiesa più antica. La torre campanile
risale alla metà del XIX sec. L’interno della chiesa è
decorato in stile barocco, con gli altari dedicati alle
illustri famiglie locali. In questa chiesa si trovano i
capolavori di celebri pittori come Paolo Veronesi, Franco
Potenza, Carlo Dalci. Di particolare valore e interesse è la
collezione di 52 esemplari dei famosi merletti di Dobrota,
realizzati tra il XVII e il XIX sec., quando la località
primeggiava su tutte le altre nella baia per il numero
delle navi appartenenti alla sua flotta. Nel 1717 ha
ricevuto lo status di città marittima, ma ancor prima di
quest’anno vantava un’importante tradizione marittima. Di
quest’epoca datano anche i sontuosi palazzi delle illustre
famiglie locali, quali: Palazzo Dabinovic-Kokot, Palazzo
Tripkovic, Palazzo Radonicic, Palazzo Milosevic e altri…
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Orahovac
questa
località si trova nella parte settentrionale di Cattaro. Il
fiume Ljuta lo separa da Dobrota. Ha una forte tradizione
marittima e peschereccia. Lontano nel passato rappresentava
il paese natio di molti capitani illustri della zona e
possedeva una flotta di 28 battelli.
Sopra il paesino si trova la chiesa di S. Giorgio con gli
affreschi del XV e XVI sec., e in vicinanza i resti
della chiesa precedente.
L’iconostasi della chiesa è l’opera di Spiro Djuranovic.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Drazin vrt
località
situata sulla strada verso Perast. Anch’essa vanta un
valoroso passato marittimo quale luogo natale di molti
capitani celeberrimi.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Perast,
la
cittadina sita di fronte allo stretto di Verige, ai piedi
del monte Kason. I resti rinvenuti nella grotta di Spila,
nei pressi di Perast testimoniano la presenza dell’uomo su
questo territorio sin dai tempi più remoti. Il suo nome
deriva dall’antica tribù degli Iliri Pirusta. La
città vanta una ricchissima storia.
Questa piccola cittadina barocca era all’apice del suo
splendore durante il XVII e il XVIII secolo. A quell’epoca
Perast possedeva una flotta mercantile di ben 100 vascelli.
La città viveva del commercio marittimo, e i suoi navigatori
godevano la fama di uomini abili e coraggiosi.
Di fronte a Perast si trovano due isolette – l’isola
naturale di S. Giorgio, e l’isola Madonna di Skrpjela,
costruita per mano dell’uomo. Sull’isola di S. Giorgio
troviamo una chiesa che risale al XVII secolo e un vecchio
cimitero dove giacciano sepolti gloriosi marinai di Perast.
L’isola Madonna di Skrpjela è stata costruita
artificialmente ammassando le pietre sopra uno scoglio
sporgente. La chiesa che vi si trova è stata costruita nel
1630 e possiede una ricca collezione di lastre d’argento
lavorate in rilevo che narrano lo sviluppo dell’arte
marittima nella baia. Le pareti interne sono decorate con i
68 dipinti del maestro locale Tripo Kokolj, originario di
Perast. Sull’altare destro della chiesa si trova il quadro
di S. Rocco, opera del maestro italiano Tiepolo. La
struttura adiacente è stata trasformata in un piccolo museo,
che ospita una ricca collezione di quadri.
A Perast si trovano anche alcuni splendidi palazzi
dell’epoca barocca, anticamente residenze delle celebri
famiglie locali.
Palazzo Viskovic, XVIII sec.
Palazzo Zmajevic, XVII sec., in stile rinascimentale.
Palazzo Smeki, XVIII sec.
Palazzo Bujovic, il più bel esempio architettonico in stile
rinascimentale-barocco, eretto nel XVII sec. Oggi ospita il
Museo dedicato alla città di Perast, che conserva una ricca
collezione di documenti storici, quadri e oggetti, che
testimoniano il suo passato legato al mare.
Palazzo Balovic, XVIII sec.
Chiesa di S. Nicola, situata nella piazza centrale di
Perast. È stata eretta nel XVII sec. e conserva il quadro
“Miracoli di Antonio Padovano” , opera di Tripo Kokolj.
Chiesa di S. Anna, situata sul colle che sovrasta Perast.
Chiesa e Monastero di S. Antonio, XVII sec.
Chiesa di S. Giovanni Battista, eretta nel XVI sec.
A Perast si trovano altre chiese, oggi abbandonate.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Risan
è
il più antico insediamento delle Bocche di Cattaro. Il suo
nome appare già nel III sec. a.C., legato alla roccaforte
Ilira. La legenda vuole che la regina degli Iliri Teuta vi
trovò riparo fuggendo dall’esercito romano. A Risan possiamo
trovare dei mosaici romani risalenti alla fine del II e
l’inizio del III sec. d.C. Al centro del mosaico principale
si trova raffigurato dio Hypnos, unica immagine di questa
divinità presente su questa sponda dell’Adriatico.
Risan
rappresenta uno dei nostri più grandi siti archeologici, e
specialmente il quartiere Carine, situato di fronte
all’Hotel Teuta. La chiesa di S. Pietro e Paolo è del XVIII
sec. Nei pressi della città si trova il Monastero Banja,
costruito nel XVIII sec., che possiede una ricca collezione
di icone, ad opera della scuola locale iconografica
Dimitrijevic-Rafailovic.
Non lontano da Risan si trova la cittadella Lipci, nota per
i disegni preistorici sulle pareti di una roccia, dove sono
raffigurati i daini in movimento, da destra verso sinistra.
I daini sono schierati in due file, circondati da alcune
figure geometriche. Tutti i disegni sono stati realizzati
incollando la creta sulla superficie della roccia. Risalgono
tutti all’età del ferro, intorno all’800 A.C.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Morinj
è
un antico insediamento sulla costa occidentale della baia di
Cattaro.
I marinai di questo posto prendevano parte a molte
battaglie ed avventure sul mare.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Kostanjica
situata
in un oasi verde, all’ombra dei castagni, dai quali deriva
il suo nome.
Kostanjica è caratterizzata dalla natura mite e
da un gradevolissimo microclima, con poche variazioni
giornaliere di temperatura: particolarità che la rendono
sempre più privilegiata meta turistica.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Stoliv
la
cittadina divisa in due, sita sulle pendici nord-est della
montagna di Vrmac, di fronte a Perast. Stoliv Superiore si
trova immerso nel bosco di castagni, 240 m sopra il livello
del mare, e conserva la sua originale fisionomia rurale.
Oggi conta soltanto una quindicina di abitanti, perché la
maggior parte di loro sono migrati nel corso del XVII e
XVIII sec. a Stoliv Inferiore. Al centro della città si
trova la chiesa di S. Ilija. Nel 1721 Stoliv Inferiore ha
ricevuto lo status di località marittima. Grazie al clima
temperato che lo distingue, vi crescono molte varietà di
frutta e di fiori, specialmente la camelia, per la quale il
posto è particolarmente noto. A Stoliv Inferiore troviamo la
chiesa di S. Maria che conserva alcuni quadri del celebre
pittore sloveno Josip Tominco.
|
|
................................................................................................................................................ |
|
Prcanj
paesino
situato sul lato est del monte Vrmac, di fronte a Dobrota.
La città come la conosciamo oggi si è formata nel corso del
XVI, XVII, e XVIII sec. Tra i suoi monumenti importanti si
annovera la chiesa di S. Tomaso nella parte superiore della
città, risalente al IX sec., oggi in stato di rovina, e la
chiesa di S. Ivano, del 1221. Un’attrattiva particolare
rappresenta il palazzo “Tre sorelle”, una costruzione
singolare del XV sec. Apparteneva alla nobile famiglia Buca.
L’edificio “Tre sorelle” è legato ad una leggenda che parla
dell’amore tragico di tre sorelle innamorate dello stesso
marinaio.
Nel XVIII sec. Prcanj raggiunge l’apice del suo sviluppo
economico grazie al commercio marittimo. Già nel secolo
precedente aveva ottenuto lo status di città marittima con
tutti i benefici che ne derivavano.
Il primo capitano d’origine slava che fece il giro del mondo
in nave (nave “Splendido”) fu nativo di Prcanj. Il monumento
più importante è la chiesa parrocchiale che grazie alle sue
dimensioni rappresenta uno degli edifici più imponenti sulle
sponde dell’Adriatico. La sua costruzione è iniziata nel
1789, nell’epoca più prospera per questa città, ma viene
ultimata definitivamente soltanto nell’anno 1908. La chiesa
è dedicata alla nascita della Madonna ed è stata costruita
in stile rinascimentale-barocco. Custodisce al suo interno
una splendida collezione di quadri, opere di noti artisti
locali come Toma Rosandic, Milo Milunovic e altri…
A Prcanj ha trovato sede anche l’Istituto di Medicina
Specialistica “Vrmac”, specializzato nelle cure di astma,
bronchite e malattie allergiche. |
|
................................................................................................................................................ |
|
Muo
antico
villaggio di pescatori, situato sulla pendice sud-est di
Vrmac, di fronte a Cattaro e alla parte sud di Dobrota. A
differenza delle altre località il cui sviluppo era
principalmente legato al commercio marittimo, gli abitanti
di questo paesino vivevano soprattutto di pesca, l’attività
che permetteva loro di sopravivere, ma non di erigere gli
edifici sacri. |
|
................................................................................................................................................ |
|
Bigova
l’insenatura
di Bigova appartiene alla località di Donji Grbalj e si
trova sulla strada tra Budva e Tivat. Il mare di questa baia
penetra profondamente nella costa, motivo per cui
rappresentava il porto di riparo per i pescatori locali
durante le bufere marittime. Oggigiorno, è una popolata
cittadina di pescatori e un porto, noto per i fanghi
curativi (paleoidi), scoperti all’estremità della baia di
Bigova, le splendide spiagge rocciose, l’ottimo pesce e le
feste dei pescatori. |
|
................................................................................................................................................ |
|
Grbalj
A
Grbalj troviamo un gran numero di chiese e un monastero. Il
Monastero Podlastva, nella Lastva Grbaljska, rappresenta un
monumento di valore sia religioso che storico, essendo un
luogo di fronte al quale venivano prese molte decisioni
storiche importanti. La chiesa del monastero, danneggiata
durante il terremoto del 1979, è decorata con gli affreschi
ad opera di artisti locali, tra i quali spicca il nome di
Maksim Tujkovic, originario di Grbalj. Altre numerose chiese
di Grbalj sono state decorate da dipinti di Dimitrije Daskal
– Dimitrijevic, di Risan.
Vi si contano circa 60 chiesette rurali, di cui molte sono
andate in rovina prima, ma soprattutto dopo il terremoto del
’79. Alcune erano decorate con gli affreschi e contengono
iconostasi risalenti al XVII e al XVIII sec.
|
|
|


|
 |